Le organizzazioni, contrariamente a quanto si pensi, mutano nel tempo e questo cambiamento avviene, nella maggior parte dei casi, in modo graduale e non programmato.
Generalmente quando si parla di cambiamento organizzativo, immediatamente alla mente sovvengono i grandi cambiamenti: fusioni, acquisizioni, cessioni, ridimensionamenti, ristrutturazioni.
A volte si vuole richiamare l’attenzione anche sui cambiamenti di minor portata: riorganizzazione della business unit, installazione di nuove tecnologie, chiusura di particolari linee produttive, espansione del proprio mercato di riferimento, nelle città di Cremona, Brescia, Verona e Milano.
Il cambiamento organizzativo pianificato che influenza l’intero sistema e quello rivoluzionario, in cui avviene un cambiamento profondo dell’organizzazione, sono abbastanza rari.
Il successo o l’insuccesso dell’evoluzione aziendale è legata essenzialmente alla bravura del management di gestire in modo strategico il cambiamento e sfruttarlo a vantaggio dell’impresa che gestisce.
Il change management si riflette non solo sulla struttura organizzativa ma anche sull’area operativa gestionale della stessa.
Il cambiamento, quindi è una variabile sempre esistente nella vita aziendale, e le strade possibili da percorrere sono due:
Cambiare vuol dire: miglioramento della gestione e delle performance aziendali, in altre parole continuità operativa aziendale.
Dati gli sforzi considerevoli che il cambiamento comporta, diventa essenziale trasformare questa situazione in una profittevole opportunità.
Il processo di cambiamento però non è scevro da barriere al cambiamento. Uno di essi è rappresentato dalla resistenza al cambiamento da parte degli attori aziendali.
Le principali motivazioni posso esse raggruppate cosi:
Per gestire le forti resistenze che si creano, occorre una presenza forte e determinata del management che dovrà motivare, coinvolgere e incentivare le persone al cambiamento.
La letteratura economica, in ambito organizzativo, ha studiato approfonditamente questa tematica. Una risposta valida può essere riassunta in una unica parola: kaizen. Termine nipponico composto da due termini:
• Kai = cambiamento, miglioramento
• Zen= buono, migliore.
L’applicazione della filosofia kaizen, può essere rappresentata dal famoso ciclo di Deming (anche detto ciclo PDCA).
ll ciclo PDCA, applicato al cambiamento, avrebbe questa configurazione: